Facebook Reactions

Da qualche giorno sono disponibili le Facebook Reactions: cerchiamo di capire quale impatto avranno.

 

Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, le aveva annunciate ad ottobre dello scorso anno, ed ora, come avrete sicuramente notato, le reactions sono diventate realtà per tutti gli utenti in tutto il mondo.

Ogni novità porta un cambiamento e noi ci siamo chiesti: cosa succederà adesso? Quali effetti avrà il nuovo, ricco, pulsante like sulla nostra routine quotidiana? E sulle strategie di marketing? In questo articolo analizziamo l’universo delle Facebook Reactions.

facebook reactions bottoneFacebook Reactions

Partiamo dalle basi: le reactions sono in un certo senso la rivisitazione del vecchio tasto “Like”, che da sempre è stato la caratteristica peculiare dei posts pubblicati su Facebook.

Con le parole delle stesso Zuckerberg: “Non ogni momento che vuoi condividere è felice, a volte vuoi esprimere tristezza o rabbia. La nostra community per anni ci ha chiesto di introdurre un pulsante Dislike, perché gli utenti volevano essere in grado di esprimere empatia e dare voce ad una gamma più ampia di emozioni. Ecco perché sono nate le Reactions: per consentirti di esprimere gioia, divertimento, sorpresa, tristezza, rabbia.

In pratica cosa cambia? Da oggi oltre al pollice alzato, accanto al famoso tasto like, troverete anche una serie di emojis (sono cinque ed ognuna rappresenta uno stato d’animo diverso) che potrete utilizzare per commentare i contenuti che vedete su Facebook; nello specifico queste sono:

  • Love, contraddistinto graficamente da un cuore;
  • Haha, ovvero la faccina super sorridente, che simboleggia la risata, il divertimento;
  • Wow, ovvero la faccina stupita che indica sorpresa;
  • Sigh (sad), la faccina con la lacrima che simboleggia la tristezza;
  • Grrr (angry), la faccina di colore rosso che indica la rabbia.

Non è un caso se gli sviluppatori delle Facebook Reactions hanno scelto le emojis: sono il mezzo più rapido per esprimere un’opinione, senza avere bisogno di digitare alcuna parola, basta un simbolo, una faccina. Chiunque utilizzi WhatsApp ad esempio le avrà usate miliardi di volte; è un fenomeno in ascesa ed inarrestabile.

Piccola precisazione: nella prima fase di sviluppo era contemplata un’altra reazione, quella denominata Yay che era rappresentata graficamente dalla faccina felice e che avrebbe dovuto simboleggiare la contentezza, la gioia; questa però è stata poi abbandonata perché non ha superato la seconda fase di test.

tablet-messaggiE il Facebook Marketing?

Abbiamo visto come le reactions offrano all’utente comune la possibilità di esprimere le proprie emozioni in un raggio più ampio rispetto al passato, ma cosa cambia nell’approccio al Facebook Marketing? E’ ovvio che l’impatto più evidente avverrà nella sfera della raccolta dei dati e nell’analisi dei risultati che si ottengono dall’attività di social media marketing.

Facciamo un esempio pratico: se prima gli analisti erano in grado di misurare il livello di soddisfazione e gradimento di un determinato post o di una pagina, ora grazie anche alle Facebook Reactions, hanno a disposizione delle statistiche dal volto “più umano” in un certo senso, possono stabilire non solo se un contenuto è stato gradito ma anche quale emozione specifica ha suscitato da parte dell’utente.

Il marketing allora non è più solo una questione di mi piace o non mi piace, ma dovrà e potrà tenere conto di tante altre sfumature attraverso cui elaborare anche la portata del riscontro, riuscendo così ancora meglio a rispondere ad un’importantissima domanda che tutti i marketers si fanno ogni giorno: in che modo la mia audience sta rispondendo al mio contenuto?

In base a come reagisce il target, si potranno poi modificare e ottimizzare anche le strategie di comunicazione, per ottenere risultati migliori a livello di social media, ove necessario.

Naturalmente questa è una feature appena nata, e probabilmente sarà ancora soggetta a cambiamenti nel prossimo futuro, però senza subbio apre scenari da esplorare molto interessanti.

Come afferma Julie Zuho, che è la responsabile dello sviluppo del design del progetto: “Abbiamo scelto proprio “love”, “haha”, “wow”, “sad” e “angry” perché riteniamo che, insieme al “like”, mettano l’utente di Facebook nella posizione di avere un controllo più esponenziale e potente sulla gestione della propria espressività.”

brainstorming-411589_1280Conclusioni

Personalmente, ci sembra molto intelligente la scelta delle emojis per le Facebook Reactions dato che oramai sono divenute un linguaggio comune, quotidiano, riconoscibile da chiunque anche se parliamo lingue differenti. Un cuore è sempre un cuore anche se si chiama heart, giusto?

Il percorso che Zuckerberg vuole intraprendere con le reazioni, credo sia solo all’inizio e vada ben l’oltre la possibilità di raccontare se siamo felici, tristi, divertiti o arrabbiati.

Ovviamente nulla che abbia a che fare con il web marketing e i social media può essere affidato al caso, soprattutto se parliamo della presenza online della vostra azienda, ecco perché i nostri marketers non smettono mai di studiare, analizzare e monitorare il contesto che li circonda: internet è un’infinito mondo di possibilità ma per saperle cogliere, è necessario essere in grado di riconoscerle.

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Marinella Di Mario
Written by Marinella Di Mario
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