Scopriamo insieme i fattori di ranking fondamentali per scalare la SERP!

Ottimizzare il proprio sito a livello SEO: anche nel 2018 ci saranno alcuni fattori di ranking fondamentali da prendere in considerazione e non mancheranno le novità in termini di SERP e posizionamento organico.

Chi lavora in ambito SEO ha da sempre sostenuto l’importanza della ricerca organica ai fini del posizionamento. Ma è davvero tutto qui? Cosa dovremo fare nel 2018 per posizionarci meglio dei concorrenti?

Sappiamo che la SEO è in costante evoluzione e negli ultimi anni Google ha cominciato a dare grande importanza ai contenuti più ricchi e approfonditi (rilevanti, in questo senso, sono gli articoli che rispondono in maniera puntuale alle esigenze degli utenti), ai backlink di qualità e all’ottimizzazione mobile. Peraltro, è notizia degli ultimi giorni l’introduzione di Speed Update: da luglio Google considererà la velocità delle pagine web su mobile un fattore di ranking determinante.

Per definire i fattori di ranking più importanti su cui dovremo focalizzarci nel 2018, abbiamo preso in considerazione l’analisi che SEMrush, nota suite di marketing online, ha condotto su 600,000 keyword. I risultati di questa ricerca ci forniscono alcuni dati utili per orientare la nostra strategia SEO di quest’anno. Vediamoli.

traffico diretto sito webTraffico diretto al sito web

Il traffico diretto influisce sul ranking di un sito web, ci avevate mai pensato? Eppure è proprio così: quando un utente visita un sito direttamente invece di arrivarci attraverso altri canali, come i motori di ricerca, gli annunci sponsorizzati, i social network o le email, vuol dire che già lo conosce e che, quindi, quel sito gode di un’elevata brand awareness. Indubbiamente, questo tipo di traffico per Google è un forte segnale di autorevolezza.

Ma quanto il traffico diretto influisce sul ranking della ricerca organica? Sappiamo che l’indicatore principale della popolarità di un sito web è il numero di visite che ottiene. La ricerca di SEMrush si è focalizzata sul traffico al sito web, cercando di capire se le visite che derivano dai motori di ricerca possono avere effetti sul posizionamento. Quello che è emerso, in realtà, è che esiste una forte correlazione tra traffico diretto e posizione del dominio nella SERP. Questo legame vale soprattutto per le keyword ad alto volume di ricerche e non per quelle meno popolari. Il motivo? Google dà priorità ai domini con maggiore autorità e quindi maggior traffico diretto quando deve restituire i risultati per le keyword ad alto volume di ricerche.

Di conseguenza, il posizionamento organico non è l’unico aspetto su cui focalizzarsi per costruire la propria strategia SEO, ma occorre puntare ad aumentare le visite dirette. Queste visite sono alimentate dalla brand awareness: costruire una forte immagine di marca dovrebbe essere parte essenziale di una strategia di promozione volta ad aumentare il traffico diretto al sito.

Comportamento degli utenti

Sono principalmente 3 gli indicatori del comportamento degli utenti su un sito:

  • Time-on-site: indica quanto tempo un utente passa a navigare sulle pagine del dominio durante un’unica sessione;
  • Pagine per sessione: indica il numero totale di pagine visualizzate da un utente;
  • Bounce rate: rappresenta il “tasso di rimbalzo”, ovvero la percentuale di visitatori che abbandona il sito dopo aver visualizzato un’unica pagina. Un alto bounce rate suggerisce a Google che il contenuto del sito è di bassa qualità o poco rilevante. Dal momento che l’utente non ha trovato quello che stava cercando, il sito viene penalizzato in termini di posizionamento.

Generalmente più una pagina si posiziona in alto nella SERP, minore è il suo buonce rate. Il bounce rate è strettamente correlato al tempo trascorso sul sito: più un utente rimane su un sito, più la pagina otterrà un buon posizionamento organico. Il time-on-site è simile per le prime 4 posizioni della SERP relativamente alle keyword a più alto volume di ricerche.

Il fatto che le pagine che si posizionano in alto nei risultati di ricerca siano caratterizzate da buonce rate bassi potrebbe indicare che gli utenti si fidano di più delle pagine che si trovano nelle posizioni più alte, oppure potrebbe significare che le pagine con basso posizionamento sono meno rilevanti. Un bounce rate alto dà una forte indicazione sulla rilevanza dei contenuti della pagina e non va bene né per l’utente né per i bot dei motori di ricerca. I risultati dell’analisi indicano che gli utenti trascorrono più tempo sui siti che si posizionano in alto rispetto a quelli posizionati in basso. E quindi, tendono a visitare un maggior numero di pagine dei siti che si posizionano in alto tra i risultati di ricerca organici.

Le metriche del bounce rate, time-on-site e pagine per sessione forniscono un’informazione importante sul livello di interazione dell’utente con il sito: costruire un contenuto ottimizzato che sia in grado di ridurre il buonce rate, aumentare il tempo speso sul sito e il numero di pagine visitate per sessione sarà ancora fondamentale nel 2018.

Backlink

Avere backlink di qualità, provenienti da siti autorevoli, conterà ancora per ottenere una buona posizione nella SERP nel 2018.

I backlink sono link in ingresso provenienti da altri siti web – i cosiddetti domini di riferimento – e si differenziano dai link interni, che invece si trovano all’interno dello stesso sito web.

Il numero di backlink che un dominio è in grado di ottenere è molto importante nel determinare il posizionamento ed è strettamente correlato al fattore di ranking più importante, il traffico diretto: infatti, i brand più conosciuti tendono ad attrarre più link, e questo vale soprattutto per le keyword a più alto volume di ricerche, e quindi più costose. Pertanto, una strategia di backlink efficace è strettamente correlata alla strategia di content marketing e public relations.

Un approccio alternativo è quello di focalizzarsi sulle keyword a basso volume, caratterizzate da minore competizione, per attirare più facilmente l’attenzione sul contenuto e ottenere backlink preziosi.

Generalmente, più un dominio si posiziona in alto nella SERP, maggiore sarà il numero di domini di riferimento che possiede. Questo vale soprattutto per le parole chiave ad alto volume di ricerche, mentre per le keyword a basso volume l’impatto del numero di domini di riferimento sulla posizione del dominio è minore.

I dati non lasciano dubbi e confermano che possedere un profilo di backlink ben costruito è in grado di far ottenere al sito un buon posizionamento. Secondo Google, infatti, i link che conducono al dominio o alla pagina sono un segnale dell’importanza e affidabilità di un sito web. È importante focalizzarsi sui backlink naturali e costruire varie strategie di link building. La competizione è elevata per le keyword a maggior volume di ricerche, mentre è più bassa per quelle a minor volume: perciò, focalizzarsi su queste potrebbe fare la differenza nel posizionare la propria pagina/dominio.

Per quanto riguarda invece i link interni, questi sono importanti perché portano ad aumentare la permanenza sul sito e permettono di creare contenuti di riferimento in grado di arricchire il contenuto principale, quindi in qualche modo incidono sul posizionamento di un sito o di una pagina. Anche le ancore utilizzate nei link sono state analizzate dalla ricerca: l’alto utilizzo di parole chiave ottimizzate per i risultati in prima pagina indica la forte consapevolezza dell’importanza dei link nell’attività SEO e dell’utilizzarli per rafforzare e approfondire il contenuto.

Lunghezza del contenuto

Lo studio ha preso in considerazione anche la lunghezza del testo di una pagina.
Per lungo tempo Google ha penalizzato i contenuti troppo corti, e pertanto sul web si è diffusa la tendenza a misurare la lunghezza del testo di una pagina.

In realtà, non esiste una regola generale in grado di definire di quante parole debba essere composto un testo per riuscire a ottenere un buon posizionamento, ma contano di più la qualità e la rilevanza del contenuto. Senza dimenticare che, sul web, vincono la sintesi, l’utilità e la velocità. È fondamentale infatti comunicare immediatamente gli elementi più importanti nella parte più alta dello schermo (above the fold).

In generale, i contenuti più lunghi danno l’idea di un maggiore approfondimento e sembrano più affidabili. Google tende a privilegiare i testi più corposi, che forniscono un maggior numero di informazioni agli utenti. Ma questo non vale per tutte le tipologie di keyword. Per le keyword con più alti volumi di ricerche, ottengono un migliore posizionamento le pagine con minor contenuto. Questo significa che gli utenti che cercano parole corte si aspettano di ottenere un contenuto riassuntivo, che “va dritto al punto”, mentre cercando parole long-tail desiderano visualizzare un contenuto più approfondito.

Pertanto, non si tratta di focalizzarsi a priori su una determinata lunghezza del contenuto: per prima cosa, se il contenuto è irrilevante la lunghezza ha scarsi effetti sul posizionamento della pagina. Invece, la lunghezza è determinante se il contenuto è ben scritto e ottimizzato, e se affrontiamo un argomento generale, puntando su keyword ad alto volume di ricerche: in questo caso, gli utenti non si aspettano un contenuto lungo. Se invece parliamo di un argomento più specifico, “di nicchia”, è importante fornire un argomentazione approfondita.

Infine, anche la keyword density ha poca importanza: ripetere la keyword più volte non permette a una pagina di posizionarsi meglio, bensì sono le pagine con maggior contenuto a ottenere un migliore posizionamento.

meta descriptionOttimizzazione on-page

Le regole della SEO prevedono di includere le parole chiave negli elementi principali del testo, come il titolo, la meta description e il corpo del testo. Anche aggiungere dei video al contenuto viene considerato rilevante in ottica SEO. Ma è proprio così?

In effetti, le pagine che si posizionano per le keyword con il più alto volume di ricerche presentano la keyword nel titolo.

Tuttavia, meno della metà delle pagine che si posizionano per le keyword ad alto volume di ricerca hanno la keyword nella meta description. È ormai risaputo che la meta description non influisce sul posizionamento della pagina quanto piuttosto sul Click-through-rate, ovvero serve a indurre gli utenti a cliccare.

Per quanto riguarda invece il corpo del testo, è stato riscontrato che oltre il 75% delle pagine che si posizionano per le keyword ad alto volume di ricerche includono la keyword all’interno del testo.

I dati provano che l’ottimizzazione on-page non ha un forte impatto sul ranking. Un buon approccio è utilizzare le keyword più lunghe per promuovere il sito, dal momento che riescono a portare maggiore traffico. Non è necessario inserire keyword exact match, ma sarà meglio evitare forzature con le parole chiave secche (quindi, prevedere anche le stop keyword per rendere il testo il più naturale possibile!)

Questa regola non vale per gli h1: per questi elementi è stato riscontrato che le URL che presentano la chiave secca nell’h1 sono meglio posizionate. Per quanto riguarda la struttura dei tag nei contenuti, le URL meglio posizionate utilizzano maggiormente i tag h2 e h3, ad indicare che il fatto di fornire contenuti approfonditi e ben strutturati permette di posizionare meglio una pagina web.

L’analisi ha preso in considerazione anche i tag semantici, come EM (enfasi) o B (grassetto). Una buona percentuale delle URL che si posizionano in alto nella SERP utilizza la keyword nel testo in EM. La percentuale è ancora più alta per chi usa la keyword nel tag B, con exact match o diluita. In realtà questa pratica è altamente utilizzata nell’ambito del SEO copywriting e può essere considerata ininfluente.

Quello che risulta interessante è invece l’utilizzo del tag LI: Google sembra privilegiare gli elenchi puntati per i Risultati zero, poiché suggeriscono una serie di step da seguire e sono immediatamente comprensibili da parte dell’utente.

Url e protocollo HTTPS

Google negli ultimi tempi ha spinto molto sulla sicurezza dei siti web. Imponendo nuove regole e policy, mira a rendere Internet un luogo sempre più sicuro per gli utenti. Il fatto che un sito web abbia effettuato la migrazione in HTTPS viene interpretato come un segnale dell’intento di proteggere la sicurezza degli utenti: di conseguenza, per Google un sito che effettua la migrazione in HTTPS è più autorevole.

Ma come la migrazione dei domini in HTTPS è in grado di influenzare il ranking?

Dalla ricerca è emerso che tra le posizioni più alte della SERP si trovano domini con versione HTTPS. Questo trend è simile per tutte le keyword a prescindere dal loro volume di ricerca. Avere una versione HTTPS non è un fattore determinante per il posizionamento ma, indubbiamente, chi desidera competere per le keyword a più alto volume di ricerche, possedendo una versione HTTPS del sito potrà distinguersi dalla concorrenza.

consulenza seoConsiderazioni conclusive

In sintesi, i fattori di ranking fondamentali su cui dovremo focalizzarci nel 2018 riguardano:

  • Traffico diretto: occorrerà agire sulla brand awareness e sulla promozione del sito per riuscire ad aumentare il traffico diretto;
  • Metriche che identificano il comportamento degli utenti: riuscire a creare un contenuto in grado di minimizzare il buonce rate e aumentare il tempo sul sito e le pagine visualizzate è il segreto del successo di ogni strategia SEO;
  • Backlink: costruire un profilo di backlink di qualità è ancora più importante nel 2018;
  • Lunghezza del contenuto: per gli argomenti più specifici gli utenti si aspettano un maggiore approfondimento e, quindi, un contenuto più lungo. Senza dimenticare, in ogni caso, la qualità e la rilevanza del testo;
  • Struttura dei tag: fornire contenuti approfonditi e ben strutturati permette di posizionare meglio una pagina web. In particolar modo, l’utilizzo del tag LI per gli elenchi puntati permette di ottenere un migliore posizionamento, tra cui la tanto ambita Posizione zero;
  • Versione HTTPS: anche se non fondamentale, permette in ogni caso di distinguersi dai concorrenti e lanciare un forte segnale a Google sulle azioni intraprese per garantire una maggiore sicurezza agli utenti web.

Un buon punto di partenza per il 2018 sarà quello di trovare modi più efficaci per competere con la concorrenza. Noi saremo sempre qui per consigliarti sulla migliore strada da intraprendere: se desideri una consulenza SEO, contattaci oggi stesso!

Valeria Olivato
Written by Valeria Olivato