Con la voice search è in atto un’autentica rivoluzione: ecco quello che devi sapere.

Addio tastiera. Addio touchscreen. Da tempo, è la voce la vera protagonista delle ricerche degli internauti web. Complice l’uso massiccio degli smartphone e i miglioramenti delle tecnologie legate ai sistemi di riconoscimento vocale, il fenomeno della voice search è sempre più attuale.

Basta osservare qualche dato: si stima che, nel mondo, il 40% degli adulti abbia utilizzato la ricerca vocale almeno una volta al giorno nel corso del 2017. In Italia, utilizza la ricerca vocale il 46% dei possessori di smartphone e il 36% dei possessori di tablet.

In questo contesto, le aziende dovranno creare contenuti ad hoc, adatti ad un mondo voice first. Prima di vedere come fare, cerchiamo di capire meglio la portata di questo fenomeno.

Perché usiamo la ricerca vocale?

Abbiamo già detto che la ricerca tramite smartphone ha ormai superato quella da desktop. Molti di coloro che usano i dispositivi mobili per effettuare ricerche sul web affermano di farlo perché sono sempre a portata di mano e sono comodi da usare.

Ma perché usiamo la ricerca vocale? I vantaggi per gli utenti sono evidenti:

  • Dettare a voce è più veloce che scrivere
  • Non è necessario usare le mani (è l’ideale mentre si cucina)
  • Non è necessario usare gli occhi (è perfetto mentre si cammina)
  • Permette di fare più cose insieme (ottimo mentre si guida)
  • È affidabile: il tasso di errore è pari solo all’8%.

voice searchCome cambierà la SEO?

La diffusione delle ricerche vocali cambierà il modo in cui vengono ricercate informazioni sul web e avrà un grande impatto sulla SEO.

Finora, scrivere per il web significava pensare anzitutto ai crawler che analizzano i contenuti per i motori di ricerca e poi alle persone che leggono sullo schermo di un PC, tablet o smartphone.

L’avvento della ricerca vocale ha determinato una vera rivoluzione: non esiste più la mediazione dello schermo. Ora è la voce a leggere i contenuti. Le aziende dovranno incorporare strategie SEO che prendano in considerazione la ricerca vocale in modo da aumentare la probabilità di comparire nei risultati delle ricerche fatte a voce. Come? Proponendo contenuti creati in ottica voice search, ovvero scritti nel modo più naturale possibile, che ricalchino il tono di una conversazione. Le tecniche di SEO on-page legate all’ottimizzazione di title, h1, h2, contenuti e alt text per i bot di Google avranno sempre minore importanza. Da oggi, i contenuti dovranno essere scritti per le persone.

Le ricerche vocali hanno caratteristiche che le distinguono nettamente dalle ricerche scritte. Innanzitutto, le query fatte a voce somigliano più a delle domande e rispecchiano molto di più il linguaggio naturale rispetto alle chiavi di ricerca “asettiche” delle ricerche scritte. Nelle ricerche vocali troviamo le espressioni tipiche delle domande (come, quando, perché, cosa) che danno vita a una vera e propria conversazione.

In secondo luogo, le ricerche vocali si differenziano dalle ricerche scritte anche per la maggiore lunghezza: generalmente una query effettuata tramite la voce è formata da 3 a 5 (o più) parole. Ecco perché considerare le parole long tail risulta fondamentale.

In virtù di queste caratteristiche, è chiaro che il contenuto di un sito web dovrà essere ottimizzato tenendo conto delle parole chiave a coda lunga e della ricerca semantica. In questo modo, potremo essere sicuri di dare una risposta completa alla domanda dell’utente.

Pertanto, si tratta di dare importanza all’intento di ricerca più che focalizzarsi su singole keyword: intercettare le esigenze degli utenti e offrire buoni contenuti è il segreto per posizionarsi in alto nei risultati delle ricerche vocali.

Quali strategie SEO utilizzare per emergere in un contesto voice first?

Per prima cosa, dovrai ottimizzare la velocità della pagina (le pagine che si caricano più velocemente hanno un buonce rate più basso e il loro posizionamento nella SERP non viene penalizzato da Google) e assicurarti che il tuo sito sia mobile friendly.

posizione zero

Esempio di Posizione zero

Una volta verificati questi elementi, dovrai lavorare sui contenuti e fare in modo di apparire in alto nei risultati di ricerca. Ad esempio, puntando alla posizione zero.

Google ha introdotto da tempo la posizione zero dei risultati di ricerca con il featured snippet. Si tratta di un estratto del contenuto di una pagina che risponde esattamente alla domanda dell’utente e che compare in un riquadro sopra i risultati di ricerca organici. Raggiungere la posizione zero aumenta le tue probabilità di apparire nei risultati della voice search.

Google decide quali risultati far visualizzare nella posizione zero esaminando prima di tutto il titolo (se risponde alla domanda specifica dell’utente, è più probabile che venga considerato un contenuto rilevante), poi analizza le keyword presenti nella pagina, nel contenuto, nel titolo, nella descrizione e nell’URL, e valuta se queste corrispondono esattamente alla risposta alla domanda fatta dall’utente. Poi guarda se quel contenuto è strutturato (sotto forma di tag h2) e fornisce in modo chiaro la risposta. Infine, trasforma gli h2 in un elenco puntato da far visualizzare nel featured snippet.

Oltre a seguire le classiche strategie SEO, per comparire nel featured snippet dovrai:

  • Scrivere una pagina su un argomento specifico
  • Scrivere un contenuto che risponde a una domanda specifica
  • Focalizzarti sulle parole chiave di coda lunga
  • Ottimizzare i tuoi contenuti su frasi lunghe che contengono da 3 a 5 parole o più
  • Pensare ai sinonimi e ai diversi modi di esprimere lo stesso concetto
  • Utilizzare avverbi ed espressioni tipiche delle domande (“come”, “perché”, “cosa”, “quando” ecc.)
  • Concentrarti sull’intento del consumatore e ottimizzare i contenuti di ogni pagina in base alla fase del customer journey
  • Usare un linguaggio colloquiale

Infine, per aiutare il tuo contenuto a posizionarsi nella voice search puoi aggiungere uno Schema markup al tuo sito. Si tratta di un lessico standard globale in grado di aiutare i motori di ricerca a capire meglio i contenuti di una pagina web. Inserendo uno Schema Markup nel tuo sito, le informazioni marked-up saranno rese automaticamente ricercabili dagli assistenti vocali.

quali contenuti sono adatti per le ricerche vocaliQuali contenuti sono adatti alla ricerca vocale?

La lunghezza media delle pagine che si posizionano per le ricerche vocali è pari a 2,312 parole, poiché Google preferisce risultati che provengono da pagine autorevoli.

Ogni volta che creiamo una pagina, dobbiamo considerare l’intento (o gli intenti) che puntiamo a soddisfare così da ottimizzare i nostri contenuti per la voce.

Generalmente, i contenuti più lunghi (o, anche, un gruppo di pagine ben collegate tra loro, relative allo stesso argomento) si posizionano meglio, perché permettono di rispondere in maniera esauriente all’intento di ricerca dell’utente.

Ad esempio, molto efficaci per il mobile e le ricerche vocali sono le pagine FAQ, perché contengono la query di ricerca sotto forma di domanda e una risposta breve.

Pensiamo ai contenuti che forniscono risposte rapide e dirette alle persone: frasi brevi e lineari, che si prestano ad essere lette a voce alta, sono in grado di favorire la comprensione del testo e, di conseguenza, sono perfette per le ricerche vocali. Una buona strategia è organizzare il contenuto in brevi paragrafi introdotti da sottotitoli, magari sotto forma di domande.

Ora più che mai occorre mettersi nei panni delle persone e immaginare i loro bisogni e le loro richieste. Se non sai da dove cominciare, potresti creare un dizionario dei termini e delle parole che caratterizzano il tuo business. In questo modo, sarai in grado di capire meglio quale contenuto pubblicare. E in più, conoscere le parole e i termini chiave collegati al tuo contenuto ti permetterà di farti un’idea precisa di cosa scrivere e quali argomenti trattare.

Prova a farti queste domande nel creare il tuo contenuto:

  • Cosa voglio dire e perché?
  • Che problema voglio risolvere?
  • Che soluzione fornisco all’utente?
  • Per quale pubblico scrivo?

attività locali e ricerche vocaliQuali sono le opportunità per le attività locali?

Le attività locali sono quelle che hanno un interesse più immediato per le ricerche vocali. Grazie a Google Hummingbird, possono infatti ottenere una visibilità mai raggiunta prima.

Hummingbird è l’algoritmo di Google che considera la vera intenzione di chi fa una ricerca, offrendo la migliore risposta possibile a una domanda o a un problema formulato dall’utente. L’algoritmo cerca di fornire la migliore risposta nel più breve lasso di tempo focalizzandosi sulla semantica e sull’intera query di ricerca, piuttosto che sulle singole parole chiave. Inoltre, considera anche le informazioni di contesto come la cronologia di ricerca, i luoghi visitati in precedenza, la localizzazione attuale, il dispositivo.

Molte ricerche vocali riguardano proprio queste tipologie di query, essendo formulate in forma di domande o contenendo “qui vicino” nella query di ricerca. Le attività locali che desiderano essere visibili per le ricerche vocali dovranno quindi verificare se appaiono correttamente su Google Maps/My Business e sulle mappe di Apple/Apple Maps Connect. I dati più rilevanti da ottimizzare sono la posizione sulle mappe, gli orari e i numeri di telefono. Un secondo elemento è dato dalle recensioni: rappresentano un social proof rilevante su cui si giocano le probabilità di un negozio o attività di attirare clienti e quindi vendere.

quali saranno i trend della ricerca vocaleQuali saranno i trend per il futuro?

Si prevede che entro il 2020 il 50% delle ricerche saranno vocali e il 30% verrà effettuato senza l’uso di uno schermo. Gli home assistant – gli altoparlanti che consentono agli utenti di pronunciare comandi vocali e ascoltare musica, ricevere notizie e anche controllare gli elettrodomestici con la voce – saranno sempre più diffusi nelle case di tutto il mondo.

Nel 2018 non potrai più sottovalutare l’importanza della ricerca vocale. Se non comincerai ad ottimizzare il tuo sito per la voce sin da subito, nel lungo periodo rischierai di perdere una quota consistente di traffico.

Sei curioso di sapere come funzionano le ricerche vocali? Vuoi essere sicuro di essere pronto per questa rivoluzione? Contattaci oggi stesso, ci trovi qui 🙂

Valeria Olivato
Written by Valeria Olivato