fare team building

Divertirsi e creare spirito di squadra: la mia esperienza con i giochi da tavolo.

È difficile ottenere coesione tra i membri di un team. Una persona, di norma, non può scegliere i propri colleghi ed è difficile trovare un gruppo dove tutti sono affini tra di loro.

Come team manager, uno dei miei obiettivi è aumentare nel team il senso di appartenenza, affinità, complicità e comunicazione tra i vari componenti. Fare team building, infatti, permette di migliorare il clima all’interno del gruppo e aumenta anche la produttività dei dipendenti.

I momenti in cui il team comunica non mancano ma dobbiamo rendere la comunicazione efficace ed eliminare qualsiasi barriera che potrebbe creare problemi. Dobbiamo abbattere paure e insicurezze, creando un legame di fiducia tra i componenti in modo da ottenere un ambiente sereno in cui lavorare e in cui ognuno possa esprimersi al meglio.

È qui che mi sono avvalso della mia passione per i giochi da tavolo. Una delle mie categorie preferite sono i giochi cooperativi in cui i partecipanti condividono un obiettivo comune, e in cui, se si vince, si vince insieme. Proprio come accade in un’azienda.

Sprono quindi spesso i miei collaboratori a giocare tutti insieme per passare una pausa pranzo alternativa e divertente, in modo da uscire dalla rigidità dell’ufficio e affrontare assieme le avversità che presenta il gioco.

Per il mio scopo i giochi che ho usato più frequentemente sono stati Magic Maze e The Mind, perché riescono anche a far intuire alcuni concetti utili per un team gestito con tecniche “agile”.

Magic Maze

Lo scopo del gioco è prendere il malloppo e fuggire dal labirinto. Per raggiungere lo scopo ogni giocatore ha a disposizione una carta dove sono indicate le azioni che può eseguire sul tracciato con 4 pedine. Queste ultime sono condivise e i giocatori devono alternarsi per esplorare il labirinto, prendere i tesori e uscire, tutto questo deve essere fatto parlando solo in alcuni specifici momenti ed entro il tempo limite dato dalla clessidra di 3 minuti (che può essere girata andando in apposite caselle).

Trovo interessante l’idea che ogni persona possa svolgere solo alcuni movimenti o azioni con l’obiettivo di arrivare ad un fine comune. Ognuno dei giocatori sa fare il proprio lavoro, ma bisogna continuamente coordinarsi con gli altri per poter completare la missione.

Un’altra analogia sono i momenti in cui è possibile parlare, riconduco questi momenti ad una sorta di “stand up”, in cui abbiamo poco tempo per dire quali compiti abbiamo e come dobbiamo raggiungerli.

Il tempo è tiranno e si arriverà alla vittoria solo se la strada da seguire è chiara e se ognuno esegue le proprie mosse e intuisce le idee altrui.

The Mind

Lo scopo è ordinare le carte che i giocatori hanno in mano.

La partita si svolge in diversi livelli: all’inizio di ognuno di questi viene distribuito un numero di carte pari al livello attuale, da un mazzo composto da 100 carte numerate da 1 a 100.

Senza parlare i giocatori devono calare le carte che hanno in mano giocandole una alla volta e in ordine crescente. Non ci sono turni di gioco e le carte possono essere calate in qualunque momento. Alla fine di ogni livello tutte le carte vengono mescolate e si inizia il successivo.

Ogni volta che qualcuno cala una carta e se almeno un altro giocatore ha una carta più bassa allora tutte le carte vengono scartate e si perde una vita, i giocatori perdono quando terminano le vite o vincono se superano l’ultimo livello.

Anche se sembra molto casuale presto ci si accorge che i partecipanti iniziano a sincronizzarsi tra di loro.

La filosofia del gioco è quella di condividere la sensazione del trascorrere del tempo con gli altri giocatori, se al tavolo c’è un giocatore particolarmente lento o veloce lui tenderà ad adeguarsi agli altri e gli altri a lui fino a raggiungere una situazione di equilibrio.

Mi piace questo gioco perché si basa su un meccanismo simile a quello usato nello scrum per la valutazione della difficoltà di un task, poiché i membri del team devono condividere la stessa sensazione di difficoltà di un compito. Naturalmente come nel gioco non si ottiene immediatamente il successo, ma col tempo la difficoltà verrà condivisa e tutti inizieranno a valutarla allo stesso modo.

fare team building con i giochi da tavolo

Domande e Risposte

D: E se i dirigenti non vogliono che giochiamo nell’orario lavorativo?

R: Ritagliate dei momenti nelle pause, la pausa pranzo può essere un ottimo momento per giocare a giochi veloci come quelli che ho proposto.

D: Se qualcuno non vuole giocare?

R: Spero che questo problema ci sia solo nel caso in cui vengano sfruttate le pause, in questo caso comunque non bisogna forzare nessuno, prima o poi anche il più recidivo accetterà di unirsi al gruppo e stare in compagnia. Consiglio comunque l’utilizzo di giochi brevi e intuitivi in modo da non creare un rifiuto dovuto alla difficoltà di apprendimento delle regole.

D: Ma un bel risiko o un monopoli?

R: Non credo che i giochi competitivi siano adatti a questo scopo. Sconsiglio inoltre i giochi troppo lunghi anche se cooperativi perché tendono a stancare chi non è abituato a giocare.

Written by Danilo Berardinelli