content marketing metriche

Scopri le metriche SEO che devi necessariamente conoscere per valutare le performance del tuo contenuto.

Per avere successo sui motori di ricerca, devi creare ottimi contenuti. Questa è una verità sacrosanta, e capire il legame tra SEO e content marketing è il primo passo per arrivare a un buon risultato.

Ma i risultati non possono essere misurati utilizzando un’unica metrica. Per analizzare e comprendere il vero impatto delle tue iniziative di marketing sui tuoi contenuti, devi:

  • sapere quali metriche prendere in considerazione;
  • capire come tracciare queste metriche;
  • identificare le metriche che possono essere applicate alle tue campagne e al tuo business.

Vediamo, dunque, alcune delle metriche SEO più comuni che devi conoscere per misurare le performance del tuo contenuto.

Link

Per i professionisti SEO i link rappresentano uno degli obiettivi principali delle campagne di content marketing.

Per capirne il motivo, vediamo cosa ci dice Google sulle sue “Istruzioni per i webmaster”:

Il modo migliore per incoraggiare l’inserimento in altri siti di link di qualità e pertinenti al tuo è creare contenuti univoci e peculiari, in grado di acquisire naturalmente popolarità nella comunità di Internet. La creazione di validi contenuti paga: i link sono solitamente voti redazionali dati per scelta e maggiore è l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori e inserisca un link a essi.

I link rappresentano uno dei tre fattori di ranking di Google. Link di alta qualità e rilevanti si ottengono creando contenuti unici che guadagnano popolarità.

Ma non è tutto.

Partecipare a schemi di link è una violazione delle linee guida di Google. Tutti i link creati per manipolare il PageRank o il ranking di un sito nei risultati di ricerca non rispettano le Istruzioni per i webmaster di Google e sono vietati dal motore di ricerca: “ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito.” Tra questi:

  • Link a pagamento;
  • Scambi eccessivi di link;
  • L’uso di anchor text ricchi di parole chiave;
  • Link creati utilizzando servizi automatizzati.

I link devono essere guadagnati, e il modo migliore per guadagnare link è attraverso ottimi contenuti.

Che cosa puoi fare, dunque, per guadagnare link a un sito o a un contenuto? Devi creare un contenuto interessante che spinga altre persone a linkare il tuo contenuto. Qualcosa di unico e di valore. Un contenuto può essere linkato tramite e-mail, la promozione sui social media, oppure utilizzando le digital pr. Pensa a giornalisti, blogger e influencer: chiunque crei dei contenuti potrebbe linkare al tuo contenuto, a condizione, ovviamente, che sia di qualità. 😉

I link sono pertanto una delle metriche più importanti quando parliamo di content marketing.

È necessario sapere come tracciare i link. Non si tratta di misurare il numero, quanto piuttosto la qualità dei link.

Quindi, come fare a monitorare i link? Puoi usare uno o più strumenti per farlo, e idealmente adoperare più strumenti insieme. Ecco una lista degli strumenti più comuni che puoi utilizzare:

  • Google Search Console;
  • SEMrush Backlink Audit / SEMrush Backlink Analytics;
  • Majestic;
  • Link Explorer di Moz.

Non tutti gli strumenti indicizzano ogni singolo link, quindi è consigliabile utilizzarne almeno un paio.

Google Search Console è uno strumento gratuito, che però non offre le stesse metriche degli strumenti a pagamento. Sicuramente aiuta ad avere una panoramica dei link che puntano a una pagina, tuttavia ci dice poco sulla pertinenza e l’autorità dei link. Per questo motivo, vale la pena investire su almeno uno strumento professionale per capire meglio il profilo dei link e identificare le metriche in chiave SEO.

Ranking / Posizionamento

Se vuoi guadagnare traffico di ricerca organico per un contenuto, è inutile dire che dovrai cercare di ottenere buone posizioni su Google, Bing o altri motori di ricerca.

Per questo motivo il ranking è sicuramente una metrica SEO importante, anche se la sua importanza si è ridimensionata nel corso del tempo.

In realtà, il ranking da solo non basta. Il motivo? Esistono molti altri fattori che entrano in gioco, tra cui la ricerca personalizzata, la posizione zero, i local pack  e molti altri. Insomma, è diventato sempre più difficile riuscire a tracciare il posizionamento per ogni termine di ricerca.

In effetti, il ranking è privo di significato a meno che non sia combinato con altre metriche, come il traffico organico, le impression e il click-through rate (CTR). Questo è il motivo per cui è necessario capire come determinare sia le query di ricerca che il posizionamento associato.

A questo scopo, puoi investire in strumenti di tracciamento delle posizioni (il tool SEMrush Position Tracking, Searchmetrics e Moz offrono ottime soluzioni); tuttavia, puoi ottenere la maggior parte delle metriche che ti interessano da Google Search Console. Per vedere in particolare le statistiche relative a un singolo contenuto ti basta andare alla sezione Prestazioni.

Traffico di ricerca organico

Forse più importante del ranking è il traffico di ricerca organico che il contenuto riceve.

L’unico modo per convertire i visitatori in clienti è, infatti, quello di tenerli incollati allo schermo.

Il traffico di ricerca organico è una delle metriche chiave non solo perché permette di monitorare e fare confronti rispetto ai periodi precedenti, ma anche perché aiuta a prendere decisioni importanti per le strategie future.

Ricavare il traffico di ricerca organico è abbastanza semplice: basta accedere a Google Analytics e Google Search Console (e agli strumenti per i webmaster di Bing).

La prima cosa da capire è come il traffico di ricerca organico generato da un contenuto si sovrappone ad altri canali (inclusi la ricerca a pagamento, i social e i referral).

Accedi a Google Analytics e vai a Comportamento>Contenuti del sito>Tutte le pagine.

Da qui, puoi visualizzare il sito nel suo complesso, vedere le pagine con le migliori prestazioni o eseguire una ricerca avanzata per un URL specifico.

Seleziona la pagina scelta e scegli “Sorgente” all’interno del menù a tendina “Dimensione secondaria”. Ciò ti consentirà di visualizzare il traffico in base alla sorgente nel periodo di tempo selezionato. Qui puoi vedere come sta andando la ricerca organica rispetto ad altri canali.

Selezionando “Sorgente/Mezzo” all’interno della “Dimensione secondaria” potrai invece confrontare il traffico di ricerca organico sui diversi motori di ricerca (ad esempio, Google rispetto a Bing o Yahoo).

Clic organici / Impression / CTR

I dati sul traffico di ricerca organico si limitano ad indicare il volume di traffico ricevuto dal tuo sito o dalla tua pagina attraverso la ricerca organica, non danno indicazioni sulle query di ricerca che l’hanno generato, sul traffico di ricerca potenziale e sul tuo CTR organico.

Una volta raccolti i dati relativi a query specifiche, hai tutte le informazioni che ti servono per prendere le giuste decisioni, soprattutto se combinate con i dati relativi al posizionamento.

Puoi utilizzare i dati delle metriche seguenti per individuare opportunità interessanti:

  • Elevate impression ma clic bassi come risultato di un CTR scadente: in questo caso dovrai concentrarti sul miglioramento del CTR;
  • Basse impression ma CTR elevato: potresti considerare l’idea di includere altre parole chiave per ottimizzare il tuo contenuto e aumentare le impression.

Per raccogliere questi dati, ti basta andare in Google Search Console e utilizzare nuovamente il filtro applicato per visualizzare le metriche sul posizionamento (Prestazioni).

Potrai quindi filtrare i risultati con +NUOVO.

Seleziona “Pagina”, potrai così filtrare tramite un URL specifico.

Dopo aver inserito l’URL ti verranno offerte le query combinate con i dati di impression, clic e CTR organico.

Tasso di conversione organico

L’obiettivo della maggior parte delle campagne SEO è quello di portare a un qualche tipo di conversione da parte dei visitatori, dalle conversioni vere e proprie (ad esempio, un acquisto sul sito e-commerce), a quelle più indirette (ad esempio, l’iscrizione alla newsletter dal blog), o qualcosa nel mezzo.

Ecco perché è importante monitorare il tasso di conversione organico, ovvero la percentuale di visitatori che eseguono un’azione predefinita rispetto a un obiettivo specifico.

La metrica del tasso di conversione organico può fornirti informazioni dettagliate su come sta andando il tuo contenuto rispetto al sito nel suo insieme o rispetto ad altri contenuti, oltre ad evidenziare i casi in cui registra basse prestazioni o vi sono possibili miglioramenti da fare per incrementare le conversioni.

La prima cosa da fare è sapere se stai monitorando le conversioni nel modo giusto.

Per questo, Google Analytics ci viene in aiuto.

Se stai monitorando le vendite, i lead, le iscrizioni alla newsletter o addirittura il tempo sulla pagina (aggiungendo l’utente a una lista di remarketing se egli trascorre più tempo sulla pagina), a condizione che questi siano opportunamente impostati in Analytics, potrai identificare facilmente il tasso di conversione organico di una pagina.

Supponendo che tu abbia impostato correttamente gli obiettivi da misurare, vai direttamente alla visualizzazione della pagina per cui desideri tracciare la conversione: Acquisizione> Tutto il traffico> Canali> Ricerca organica.

Da qui puoi scegliere l’obiettivo per cui vuoi visualizzare i dati o visualizzare tutti gli obiettivi combinati.

Titoli / Descrizioni duplicate

Forse uno dei principi base della SEO è quello di garantire che ogni pagina abbia un tag title e una meta description univoci.

Tuttavia, quando si lavora su siti di grandi dimensioni potrebbe capitare di trascurare questa regola. E anche quando ogni pagina del sito ha titoli e descrizioni unici su ogni pagina, nel tempo potrebbero verificarsi dei duplicati.

È importante tenere sotto controllo i duplicati per poter apportare delle modifiche e garantire che questi errori non possano incidere negativamente sul posizionamento del contenuto.

Fortunatamente, risolvere questi problemi è davvero semplice: puoi utilizzare Google Search Console per rilevare titoli e descrizioni duplicate e cercare di riscrivere un contenuto univoco.

Per visualizzare l’elenco di titoli e descrizioni duplicate rilevati da Google, ti basta andare  all’interno di Search Console, in Aspetto della ricerca> Miglioramenti HTML.

Valeria Olivato
Written by Valeria Olivato